Eccoci tutti qui

foto di gruppo

Due fratelli toscani, due fratelli bolzanini, due cugini tra Pisa e Trento e chi non era parente lo é diventato, nella musica, in quest’estate sanpolese.

Da sempre il Festival Sesto Rocchi mescola le generazioni e le provenienze, ed è sicuramente in questa felice combinazione di livelli musicali diversi, di etá diverse, a volte anche di lingue diverse, che si apprezza ancora di piú il linguaggio universale e profondo della musica.

La settima edizione del Festival é stata la prima in cui tutti i gruppi si sono formati in loco, e il concerto maratona di domenica (alle 15h alla Chiesa del Castello) sará una bella testimonianza di quanto possa fare una settimana intensa di studio comune, anche tra persone che non si conoscevano.

Il riso e la gioia hanno rumososamente accompagnato le ore di esercizio quotidiano, e il direttore artistico Antonello Farulli, di cui San Polo ha da sempre apprezzato la capacitá di aiutare il pubblico a entrare nella comprensione profonda dei pezzi eseguiti in concerto, ha dedicato in questa edizione un’energia particolare a preparare i ragazzi non solo all’esecuzione, ma anche allo studio.

Essere un musicista capace di interpretare tutti i repertori, infatti, richiede allenamento e concentrazione, esattamente come essere un atleta.

Se questa settima edizione passerá alla storia per l’appassionante quanto rocambolesco concerto della Spira Mirabilis di lunedí sera e per l’ardita serata di musica contemporeanea di giovedí sera, che ha ridato al pubblico la voce di Sesto Rocchi in parole e opere attraverso i suoi testi e i suoi strumenti, non bisogna dimenticare il lato piú nascosto e quotidiano del festival, con la passione del presidente Franco Prodi, del direttore artistico Antonello Farulli, e dell’équpe di docenti (Christophe Giovaninetti, Andrea Nannoni, Tiziano Mealli e lo stesso Antonello Farulli) che suoneranno per il pubblico del festival sabato 9 agosto alle 21, presso la Chiesa del Castello, un programma di Brahms e Mahler.

I negozianti di San Polo festiggiano il festival / 3

spartito

Nonostante l’estate piovosa, il gelato è sempre un protagonista delle giornate di studio e concerti del festival Sesto Rocchi. Specialmente quest’anno, visto che Mino, il maestro gelataio del Butterfly di piazza Matteotti, ha creato in nostro onore il gusto “Spartito”.

Ormai non possiamo piú fare a meno di questa crema alla nocciola, striata di nutella e imperlata di cereali soffiati ricoperti di cioccolato bianco e nero!

Qui a fianco, un gelato addirittura “total look Spartito”

Grazie Mino!

Della vernice come un abito da sposa

A grande richiesta, per i valorosi 200 spettatori che ieri hanno gremito la Chiesa del Castello per un ricco programma di musica contemporanea, ecco il testo, tratto dall’autobiografia di Sesto Rocchi, che imperlava il “Quartetto n.2″ di Luciano Chessa.

Costruzione del Quartetto “Messia” 1966
Esporrò nel modo più chiaro possibile tutte le fasi costruttive,
dall’acquisto del legno agli spessori usati in ogni strumento;
dalla preparazione della tavola prima della verniciatura
alla vernice ed al modo di usarla.
E’ chiaro che prima dell’inizio della costruzione di ogni strumento
sia necessario procedere alla scelta del materiale;
se si tratta poi della costruzione di un quartetto
essa è ancora più impegnativa.
Io, di solito, sceglievo due fondi per violoncello
che provenissero dalla stessa pianta e ben stagionati:
in uno dei due costruivo il fondo del violoncello
e nel secondo la viola ed i due violini nonché le fasce.
In questo modo ero sicuro di ottenere un’acustica equilibrata
per tutti e quattro gli strumenti.
Trattamento dello strumento prima della verniciatura:
All’interno dello strumento non ho fatto alcun trattamento.
Alla tavola ho dato una vernice incolore
così composta:
Essenza di spigo: 20%
Sandracca: 50%
Alcool etilico a 70°: 30%
Il tutto si scioglie nell’alcool a bagnomaria.
Dopo alcuni giorni di riposo, di questa vernice se ne danno due mani
fino ad avere il piano armonico completamente saturo.
Dopo una settimana di riposo,
se tutto sarà ben coperto
si prende un tampone di tela di cotone piuttosto ruvido
e si stropiccia bene:
in tal modo saranno riempite tutte le parti molli della tavola.
Dopo alcuni giorni si passerà alla vernice colorata
da darsi a tutto lo strumento
e si applicheranno tante mani,
fino a che si sarà raggiunto il colore desiderato.
Ricetta della vernice N° 5/113:
E’ una vernice abbastanza morbida,
di facile applicazione,
e non altera l’acustica dello strumento:
Gomma lacca gr. 250
Gomma guta in bastoni gr.100
Sangue drago gr.100
Benzoino gr.120
Alcool etilico 70° gr. 1500
Lasciare decantare a lungo.
Questa meravigliosa vernice riveste
gli strumenti dell’epoca d’oro della liuteria
come un bel vestito da sposa.

Chi desiderasse leggere l’integralitá dell’autobiografia di Sesto Rocchi, puó farlo direttamente dal nostro sito, nella pagina dedicata.